Archibald Higbie I loathed you, Spoon River. I tried to rise above you, I was ashamed of you. I despised you As the place of my nativity. And there in Rome, among the artists, Speaking Italian, speaking French, I seemed to myself at times to be free Of every trace of my origin. I seemed… [Continua a leggere...]
Ti ho visto, bellezza, e ormai tu mi appartieni, chiunque tu stia aspettando e anche se non ti rivedrò mai più, pensavo. Tu mi appartieni e tutta Parigi mi appartiene e io appartengo a questo taccuino e a questa matita. Hemingway, Festa mobile
Per mezzo del computer e delle reti, le persone più diverse possono entrare in contatto tra loro, tenersi per mano tutt’intorno al mondo. Più che essere costruito sull’identità del senso, il nuovo universale viene sperimentato per immersione. Siamo tutti nello stesso amnio, nello stesso diluvio comunicativo. Dunque, non è in questione la chiusura semantica o… [Continua a leggere...]
La rivoluzione è ovunque i miei stivali tocchino terra. Non ricordo chi ha detto questa frase. Però rende l’idea. La dedico ad un persona che ho incontrato oggi nei luoghi che questa città risereva ai disadattati come noi. Almeno, dopo anni di erranza siamo sicuri di trovarci sempre al punto di partenza. Perchè fremiamo, non ci… [Continua a leggere...]
“Lo sfinimento mentale… il vuoto stato di febbricitanza proprio del processo letterario erano indizi indiscutibili di propensione al crimine, in quanto contrari a quelle occupazioni positive (laboriosità, fatica fisica, sudore, ernia del disco) che sono le uniche in grado di distogliere l’animo umano da pensieri criminaloidi”. Claudio Lolli
Non ho alcun dubbio nel ritenere che l’intellettuale debba sempre schierarsi dalla parte dei deboli, di quanti non hanno rappresentanza. Già, Robin Hood, diranno alcuni. Eppure non è un ruolo tanto facile, e non può essere liquidato tacciandolo di puro e semplice idealismo romantico. In sostanza, l’intellettuale – per come io intendo il termine –… [Continua a leggere...]
maggio 30, 2009
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