Continuo a parlare per frasi fatte. Chi mi conosce lo ha sempre afferamato. Sono un uomo che parla per citazioni. Come se non avessi una coscienza. Come se le mie parole e i miei pensieri fossero slegati fra loro. Due enità distinte e separate. E questo blog ne è la conferma. la certificazione.
E stasera penso a tutti i miei errori. E come sarei se non li avessi commessi.
Penso a tutti i “se” che affollano la mia mente e che mi rendono pesante e carico di dubbi.
o meglio come cantavano i Pink Floyd penso a tutti i miei “IF”.
| IfIf I were a swan, I’d be gone.
If I were a train, I’d be late. And if I were a good man, I’d talk with you more often than I do. If I were to sleep, I could dream. If I were afraid, I could hide. If I go insane, Please don’t put your wires in my brain. If I were the moon, I’d be cool. If I were a book, I would bend. If I were a good man, I’d understand the spaces between friends. If I were alone, I would cry. And if I were with you, I’d be home and dry. And if I go insane, Will you still let me join in with the game? If I were a swan, I’d be gone. If I were a train, I’d be late again. If I were a good man, I’d talk to you more often than I do. |
SeSe fossi un cigno, andrei via.
Se fossi un treno, sarei in ritardo. Se fossi un brav’uomo, Parlerei con te più spesso di quanto faccia Se dormisssi, potrei sognare Se avessi paura, potrei nascondermi Se diventassi pazzo Ti prego, non mettere i tuoi fili nel mio cervello Se fossi la luna, sarei freddo Se fossi un libro, mi piegherei Se fossi un brav’uomo Capirei gli spazi tra gli amici Se fossi solo, piangerei E se fossi con te, sarei a casa freddo e asciutto E se impazzissi, Mi faresti ancora giocare? Se fossi un cigno, andrei via. Se fossi un treno, sarei ancora in ritardo. Se fossi un brav’uomo, Parlerei con te più spesso di quanto faccia |
Forse se fossi un brav’uomo ti parlerei più spesso. E invece sono rinchiuso in questo mio asfissiante mutismo, maschera della mia dannazione.
Ma i miei “se” mi tormentano e mi scvano l’anima. Tanto da espandersi al mondo nella sua interezza. E mi sento un giullare che deride l’apocalisse generata da se stesso. E allora penso al delirio schizofrenico derivante dall’mpersonificazione con altre cose, come in questa poesia di Cecco Angiolieri:
S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s’i fosse ‘mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S’i fosse morte, andarei a mi’ padre;
s’i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi’ madre.
Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.
Ma i miei se vorrebro finire con un’altra tonalità, con un tocco di leggerezza. E allora vi lascio con i “se” di Rudyard Kipling, una letttera dedicata al figlio ma che andrebbe bene per ogni persona
SeSe riuscirai a non perdere la testa quando tutti se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie, se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone; se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù, |
IfIf you can keep you head when all about you Or being lied about, don’t deal in lies, If you can dream – and not make dreams your master; If you can make one heap of all your winnings If you can talk with crowds and keep your vrtue, |
FuoriSincro
novembre 1, 2009
E se fosse bastato cercare le tue parole altrove…
Quelle che avrei voluto sentire sono qui, davanti ai miei occhi…
Fuori Sincro