Quando ci sentiamo gli unici eredi dell’universo, quando “il mare scorre nelle nostre vene… e le stelle sono i nostri gioielli”, quando tutte le cose vengono percepite come infinite e sante, quali motivi possiamo avere di avidità o autoaffermazione, di inseguire il potere o le più fosche forme di piacere? I contemplativi non hanno probabilità… [Continua a leggere...]
Eh, signori, un romanzo è uno specchio che uno porta lungo la strada. Ora riflette l’azzurro dei cieli, ora il fango dei pantani. E voi accuserete di immoralità l’uomo che porta lo specchio nella sua gerla? Il suo specchio mostra il fango, e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto il pantano, e più ancora l’ispettore… [Continua a leggere...]
Invece che la letteratura potremmo usare un’altra parola, perché la letteratura è già piena, istituita di forme che vengono a legittimare quasi sempre il ruolo del commento, il ruolo del dopo e non la ricerca del durante. Questo perché il durante a un certo punto può essere così tragicamente impellente che il modo di scrivere… [Continua a leggere...]
Ti ho visto, bellezza, e ormai tu mi appartieni, chiunque tu stia aspettando e anche se non ti rivedrò mai più, pensavo. Tu mi appartieni e tutta Parigi mi appartiene e io appartengo a questo taccuino e a questa matita. Hemingway, Festa mobile
Per mezzo del computer e delle reti, le persone più diverse possono entrare in contatto tra loro, tenersi per mano tutt’intorno al mondo. Più che essere costruito sull’identità del senso, il nuovo universale viene sperimentato per immersione. Siamo tutti nello stesso amnio, nello stesso diluvio comunicativo. Dunque, non è in questione la chiusura semantica o… [Continua a leggere...]
“Lo sfinimento mentale… il vuoto stato di febbricitanza proprio del processo letterario erano indizi indiscutibili di propensione al crimine, in quanto contrari a quelle occupazioni positive (laboriosità, fatica fisica, sudore, ernia del disco) che sono le uniche in grado di distogliere l’animo umano da pensieri criminaloidi”. Claudio Lolli
Non ho alcun dubbio nel ritenere che l’intellettuale debba sempre schierarsi dalla parte dei deboli, di quanti non hanno rappresentanza. Già, Robin Hood, diranno alcuni. Eppure non è un ruolo tanto facile, e non può essere liquidato tacciandolo di puro e semplice idealismo romantico. In sostanza, l’intellettuale – per come io intendo il termine –… [Continua a leggere...]
Nella sua visione di uno scontro automobilistico con l’attrice, Vaughan era ossesionato dal numero e dalla ripetizione di ferite ed impatti – dal cromo morente e dal cedimento delle paratie antiurto delle due auto scontrantisi frontalmente… dalle fratture multiple delle cosce nel momento dell’impatto contro la leva del freno a mano, e, soprattutto, dalle ferite… [Continua a leggere...]
Il giorno in cui il soggetto si riduce a introspezione e il Sé a ruoli sociali completamente imposti, la nostra vita sociale e personale perde ogni forza di creazione e non è più che un museo postmoderno in cui noi sostituiamo con molteplici ricordi la nostra impotenza a produrre un’opera. Alain Touraine, Critica della modernità,… [Continua a leggere...]
Pregai; certo, pregai. Per ragioni sentimentali. Dio Onnipotente, mi dispiace di essere diventato ateo. Ma hai mai letto Nietzsche? Ah, che libro! Dio Onnipotente, voglio essere onesto. Ti farò una proposta. Fai di me un grande scrittore e io tornerò alla Chiesa. A proposito, Signore, devo chiederti un altro favore: fa in modo che mia… [Continua a leggere...]
giugno 8, 2009
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