da Aldous Huxley, Le porte della percezione

Quando ci sentiamo gli unici eredi dell’universo, quando “il mare scorre nelle nostre vene… e le stelle sono i nostri gioielli”, quando tutte le cose vengono percepite come infinite e sante, quali motivi possiamo avere di avidità o autoaffermazione, di inseguire il potere o le più fosche forme di piacere? I contemplativi non hanno probabilità di diventare speculatori, o mezzani o bevitori; in genere essi non predicano l’intolleranza, né fanno la guerra; e non trovano necessario derubare, truffare o opprimere i poveri.

Aldous Huxley, Le porte della percezione. Paradiso e Inferno, Oscar Mondadori, Milano 2005, p.34

AFORISMI: Stendhal

Eh, signori, un romanzo è uno specchio che uno porta lungo la strada. Ora riflette l’azzurro dei cieli, ora il fango dei pantani. E voi accuserete di immoralità l’uomo che porta lo specchio nella sua gerla? Il suo specchio mostra il fango, e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto il pantano, e più ancora l’ispettore stradale che lascia stagnare l’acqua e formarsi il pantano.

Stendhal

Cesare Zavattini sulla letteratura

Invece che la letteratura potremmo usare un’altra parola, perché la letteratura è già piena, istituita di forme che vengono a legittimare quasi sempre il ruolo del commento, il ruolo del dopo e non la ricerca del durante. Questo perché il durante a un certo punto può essere così tragicamente impellente che il modo di scrivere è il non scrivere persino; in quanto allo scrivere è già un’occupazione di un certo spazio, di un certo tempo che emargina dalla necessità così infuocata di essere sulla piazza.

Cesare Zavattini

Da Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters

Archibald Higbie

I loathed you, Spoon River. I tried to rise above you,

I was ashamed of you. I despised you

As the place of my nativity.

And there in Rome, among the artists,

Speaking Italian, speaking French,

I seemed to myself at times to be free

Of every trace of my origin.

I seemed to be reaching the heights of art

And to breathe the air that the masters breathed,

And to see the world with their eyes.

But still they’d pass my work and say:

“What are you driving at, my friend?

Sometimes the face looks like Apollo’s,

At other it has a trace of Lincoln’s”

There was no culture, you know in Spoon River,

And I burned with shame and held peace.

And what could I do, all  covered over

And weighted down with western soil,

Except aspire, and pray for another

Birth in the world, with all of Spoon River

Rooted out of my soul?

Archibald Higbie

Mi disgustavi, Spoon River. Ho provato

A innalzarmi sopra di te, di te mi vergognavo.

Ti disprezzavo come mio luogo di nascita.

E a Roma, tra gli artisti,

parlando italiano, parlando francese,

mi è sembrato a volte di essere libero

da ogni traccia della mia origine.

Mi è sembrato di essere sul punto

Di raggiungere le vette dell’arte

E di respirare l’aria che i maestri respiravano,

e di vedere il mondo coi loro occhi.

Ma davano un’occhiata al mio lavoro e dicevano:

«Dove vuoi arrivare, amico?

Certe Volte la faccia sembra quella di Apollo,

altre volte c’è qualcosa di quella di Lincoln.»

Non c’è cultura, capisci, a Spoon River,

e io morivo di vergogna, e restavo zitto.

E cosa potevo fare, tutto ricoperto

E reso pesante dalla terra dell’ovest,

se non anelare e pregare per un’altra

nascita, con tutta Spoon River

sradicata dall’anima mia?

da Festa Mobile di Ernest Hemingway

Ti ho visto, bellezza, e ormai tu mi appartieni, chiunque tu stia aspettando e anche se non ti rivedrò mai più, pensavo. Tu mi appartieni e tutta Parigi mi appartiene e io appartengo a questo taccuino e a questa matita.

Hemingway, Festa mobile

Da Cybercultura di Pierre Levy

Per mezzo del computer e delle reti, le persone più diverse possono entrare in contatto tra loro, tenersi per mano tutt’intorno al mondo. Più che essere costruito sull’identità del senso, il nuovo universale viene sperimentato per immersione. Siamo tutti nello stesso amnio, nello stesso diluvio comunicativo. Dunque, non è in questione la chiusura semantica o la totalizzazione.

Pierre Lèvy, Cybercultura, Milano, Feltrinelli, 1999, p. 116

Never stop this shoes.

La rivoluzione è ovunque i miei stivali tocchino terra.

Non ricordo chi ha detto questa frase. Però rende l’idea. La dedico ad un persona che ho incontrato oggi nei luoghi che questa città risereva ai disadattati come  noi.

Almeno, dopo anni di erranza siamo sicuri di trovarci sempre al punto di partenza. Perchè fremiamo, non ci fermiamo, fermentiamo… forse cresciamo.

Claudio Lolli

“Lo sfinimento mentale… il vuoto stato di febbricitanza proprio del processo letterario erano indizi indiscutibili di propensione al crimine, in quanto contrari a quelle occupazioni positive (laboriosità, fatica fisica, sudore, ernia del disco) che sono le uniche in grado di distogliere l’animo umano da pensieri criminaloidi”.

Claudio Lolli

da Orientalismo di Edward Said

Non ho alcun dubbio nel ritenere che l’intellettuale debba sempre schierarsi dalla parte dei deboli, di quanti non hanno rappresentanza. Già, Robin Hood, diranno alcuni. Eppure non è un ruolo tanto facile, e non può essere liquidato tacciandolo di puro e semplice idealismo romantico. In sostanza, l’intellettuale – per come io intendo il termine – non è né un pacificatore né un artefice del consenso, bensì qualcuno che ha scommesso tutta la sua esistenza sul senso critico, la consapevolezza di non essere disposto ad accettare le formule facili, i modelli prefabbricati, le conferme acquiescenti e compiacenti di ciò che i potenti e i benpensanti hanno da dire e di ciò che poi fanno. Una capacità che non si riflette soltanto nel rifuito passivo, bensì nella volontà attiva di usare la parola in pubblico.

Edward Said, Orientalismo.

La biblioteca digitale mondiale

Il sogno di ricreare la biblioteca d’Alessandria ha sempre affascinato gli utenti del web e l’ambizioso progetto della World Digital Library sembra partire proprio da questo presupposto.

Manoscritti introvabili, i diari di Napoleone, il primo film sonoro della storia ”Jazz singer” e tanto altro ancora in un perdiodo di tempo che va dall’8000 A.C. ad oggi.

Tutto è adesso disponibile on line ovviamente in svariate lingue a parte l’italiano. Buona lettura.